Nuove sinergie per il Lavoro

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Per il Lavoro è necessario creare una sinergia ancora più forte tra i nostri territori, quello del NET (l’area settimese), la collina torinese e il Chivassese.

Nei mesi scorsi, precisamente il 3 ottobre, sono stato invitato all’assemblea “Democrazia è Partecipazione” in qualità di Assessore al Lavoro del Comune di Volpiano.

L’incontro, organizzato dalla Camera del Lavoro della CGIL di Settimo T.se, verteva non solo sulla situazione Nazionale ma soprattutto sulla realtà locale, particolarmente incentrata sull’ area nord di Torino, quella che comprende la zona intorno a Settimo e Chivasso.

Già qualche mese fa in questo articolo  Lavoro, uno sguardo a donne e giovani per un’effettiva parità – Marco Sciretti avevo analizzato la situazione, inserendo  alcuni dati poco confortanti; purtroppo se si volge lo sguardo sul nostro territorio potremo notare che che i numeri sono ancor meno rassicuranti.

Come possiamo agire?

Sicuramente non sarà un piccolo Comune come Volpiano a poter sistemare una difficile situazione che si ripercuote sulla macro economia internazionale, ma d’altra parte non possiamo neanche rimanere a guardare.

Durante l’assemblea è emersa la necessità di creare una sinergia ancora più forte tra i nostri territori, quello del NET (l’area settimese), la collina torinese e il Chivassese. Non solo a livello istituzionale, aspetto che già esiste e funziona bene, ma sviluppando legami tra i territori e le realtà produttive e imprenditoriali e di categoria che si trovano nelle nostre città.

Molti, infatti, non sanno che i Comuni in generale, non solo il nostro, hanno pochissimi strumenti a disposizione durante una crisi aziendale; le tempistiche della Pubblica Amministrazione, molto spesso, non coincidono con le necessità delle aziende, come Sistema Italia vi è una forte carenza di politiche industriali e tante altre motivazioni che ci portiamo dietro sin dai tempi del caro Camillo Benso, Conte di Cavour.

Ciò detto però la proposta qual è?

Parto da un concetto molto semplice e molto pratico. Un modo di dire quanto mai attuale: l’Unione fa la forza.

Perché non provare ad organizzare un luogo dove i Comuni, i sindacati, le associazioni di categoria datoriali, il terzo settore, realtà sociali si mettono insieme? 

Probabilmente non sarà la soluzione definitiva, ma i presupposti per creare una macro visione territoriale unica, scambiare idee, reperire investimenti, lavorare affinché vi possa essere una maggiore attenzione nei confronti delle infrastrutture che non dipendono esclusivamente dai Comuni.

Permettetemi di aggiungere un ulteriore aspetto, un ulteriore slogan: prevenire è meglio che curare.

Spesso in una crisi aziendale, gli strumenti a disposizione di un Comune sono molto limitati e il primo passo da compiere è attivare il tavolo di crisi della Regione Piemonte. 

Sarebbe bello poter prevenire le crisi territoriali, confrontarci prima che i cancelli di un’azienda chiudano per sempre. Non è un compito facile e non sempre abbiamo gli strumenti che ci permettono di intervenire. Certo è che i Comuni e le istituzioni cercheranno di fornire il proprio supporto per quanto possibile.

Questa è la mia proposta, ora non resta altro che metterla in pratica.

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