Il Comune in blu per dire “no” alla guerra

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In occasione della Giornata Nazionale delle vittime civili di guerra e dei conflitti nel mondo

Sono passati quasi due anni dal presidio fatto a Volpiano contro la guerra in Ucraina quando, per l’occasione, scrissi questo articolo Il nostro “no alla guerra”, il nostro “sì alla pace” – Marco Sciretti.
Iera sera, passando per il centro di Volpiano, qualcuno avrà notato come la facciata del palazzo comunale fosse illuminata da una luce blu per indicare simbolicamente la Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo che si celebra il 1 febbraio.

Si tratta di un gesto simbolico ma molto significativo attraverso cui il Comune di Volpiano si impegna ad affermare il proprio “no” a tutte le guerre.

La guerra è una piaga che affligge l’umanità da secoli, l’abbiamo ben studiato sui libri di storia. Ha causato (e continua a causare, purtroppo) morte, distruzione e sofferenza per milioni di persone. È un atto di violenza che non ha mai una giustificazione.
La guerra è una violazione dei diritti umani fondamentali: viola il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza. Viola anche il diritto all’istruzione, alla salute e allo sviluppo.
La guerra è una tragedia per tutti. Colpisce i civili, i soldati e le generazioni future.
L’articolo 11 della nostra Costituzione sancisce l’impegno dell’Italia a ripudiare la guerra come strumento di offesa e a promuovere la pace nelle relazioni internazionali. Questo articolo è un pilastro fondamentale su cui si basa la nostra Repubblica.
Dobbiamo dire no a tutte le guerre lavorando per costruire un mondo di pace e di rispetto reciproco.

Ma che ruolo possiamo avere noi per ottenere un modo fatto di pace?

Dobbiamo insegnare ai bambini e agli adulti che la guerra non è mai la soluzione. Possiamo farlo attraverso l’istruzione, i media e la cultura.
Possiamo anche sostenere le organizzazioni che lavorano per la pace. Molte organizzazioni lavorano per promuovere la pace nel mondo attraverso progetti concreti.
Possiamo partecipare a proteste e manifestazioni contro la guerra. Possiamo anche scrivere ai nostri rappresentanti politici e chiedere loro di sostenere la pace.
Ognuno di noi può fare la sua parte per dire no alla guerra.
Possiamo sostenere le imprese che lavorano per promuovere la pace e la sostenibilità. Possiamo scegliere di acquistare prodotti e servizi da aziende che condividono i nostri valori.
Possiamo promuovere la cultura della pace nelle nostre comunità. 

Possiamo organizzare eventi e attività che promuovano il dialogo e la comprensione reciproca.
La guerra è una scelta. Non è inevitabile. Possiamo scegliere di costruire un mondo di pace.

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