/

MAB Unesco: un’opportunità per Volpiano

mab-unesco
Il territorio di Volpiano è stato inserito all'interno del progetto MAB Unesco Collina Po

Il tema della sostenibilità in questi anni è sempre più di attualità, quasi ormai una vera e propria necessità, così come il recupero e la tutela delle aree verdi. 

Qualità dell’aria, qualità della vita, qualità e tutela dell’ambiente che ci circonda sono ormai elemento fondamentale del nostro quotidiano.

Come molto spesso accade, ci accorgiamo di ciò che abbiamo quando non possiamo fruirne liberamente. Durante i vari lockdown, infatti, in tanti ci siamo accorti quanto fosse importante avere accesso a zone verdi, trascorrere del tempo in mezzo alla natura e in un ambiente sano. Un aspetto che, probabilmente, fino ad allora davamo per scontato.

Quanto è importante per me e per le Amministrazioni il nostro territorio?

Tanto, tantissimo. In pochi infatti sanno che da qualche anno il territorio di Volpiano fa parte della Riserva MAB UNESCO  Collina Po (Piemonte) | Unesco Italia insieme ad altri 85 comuni. 

Il programma  Unesco Man&Biosphere, all’interno della Riserva CollinaPo, è il riconoscimento per un territorio unico che differisce per alcuni aspetti dalla Riserva Naturale classica. 

Gli elementi caratterizzanti sono certamente il fiume Po e la Collina Torinese che si è sviluppata intorno, mentre per quanto riguarda Volpiano concerne tutto ciò che si sviluppa dal Malone fino alla Vauda passando per il centro storico.

Il progetto MAB premia quest’area perché vista come un laboratorio per la sperimentazione e l’implementazione di pratiche di gestione sostenibile delle risorse naturali e culturali oltre che una convivenza tra natura e uomo, in un territorio caratterizzato da molte attività economiche.

Il processo di riconoscimento è stato coordinato e promosso dall’Ente Parco delle Aree protette del Po torinese, ente che si occupa di una vasta zona e che ha visto per primo il potenziale di sviluppo sostenibile in termini economici, naturalistici e turistici.

Non ci resta quindi che portare avanti le cosiddette “buone pratiche” ed implementare i percorsi di ambito naturalistico, socio-culturale, turistico e produttivo facendo sempre molta attenzione a tutelare la biodiversità e il territorio che ospita 14 habitat di interesse comunitario.

Lascia un commento

Your email address will not be published.