Il 25 Aprile è un data fondamentale per il nostro Paese: come tutti ben sappiamo, si commemora la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, la fine dell’occupazione nazista e la definitiva caduta del regime fascista che viene proprio fatta cadere il 25 aprile del 1945.
La Liberazione metterà fine a vent’anni di dittatura e a cinque anni di guerra; la data del 25 aprile simbolicamente rappresenta il culmine della fase militare della Resistenza e l’avvio effettivo di una fase di governo da parte dei suoi rappresentanti, fase che porterà prima al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta fra monarchia e repubblica, poi alla nascita della Repubblica Italiana, fino alla stesura definitiva della Costituzione.
Grazie alla caparbietà e al sacrificio di molti, la voglia di riscatto ha portato alla conquista della libertà, al ritorno della democrazia. Molti di coloro che persero la vita per la libertà erano poco più che dei ragazzi, giovani scesi in campo per difendere valori universali. Ed ecco, oggi mi rivolgo alle nuove generazioni che sicuramente non hanno vissuto in prima persona la Resistenza per questioni anagrafiche ma ne avranno sentito parlare in famiglia, studiata sui libri di scuola o come tema in qualche puntata di un talk televisivo.
Cerchiamo di trasmettere ai giovani la curiosità e l’attenzione nei confronti della Storia, quella con la “S” maiuscola”. Mi permetto di prendere in prestito una frase di Liliana Segre, colei che ha vissuto in prima persona tutto l’orrore del nazifascismo e continua raccontare la propria esperienza nelle scuole ai ragazzi.
Dice Liliana Segre:
“Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”.
Buon 25 Aprile, buona Liberazione!
