Sono ormai poco più di due anni che sono Assessore per la legalità del Comune di Volpiano, e sono tanti gli eventi che abbiamo organizzato e a cui ho assistito in questo biennio (tantissimi pensando anche al passato); eppure ho provato un’emozione fortissima sabato 27 gennaio per la rappresentazione de “Il mare a cavallo”.
Lo spettacolo parla certamente di mafia, di omertà, di depistaggi e insabbiamenti ma soprattutto di Felicia Bartolotta, madre di Peppino Impastato, che per anni si è battuta affinché fosse fatta chiarezza sulla morte del proprio figlio.
Non andrò oltre a raccontare la trama per evitare il rischio spoiler, ma è uno spettacolo che merita di essere visto.
Merita perché racconta come Peppino Impastato, oggi nota vittima di mafia, fosse stato scambiato per suicida e di come invece sua madre chiedesse giustizia.
Una giustizia che ha impiegato 24 anni ad arrivare, grazie al coraggio e alla forza di questa donna.
Dopo lo spettacolo e, dopo una grandissima performance di Antonella Delli Gatti , abbiamo chiacchierato con Luisa Impastato (che spero di andare a trovare presto per visitare Casa Memoria Impastato Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato –) della sua famiglia, di suo zio Peppino ma specialmente della forza e del coraggio di sua nonna,
Ho sempre pensato che il tessuto culturale e associativo di Volpiano fosse importante. E un grazie speciale va alle donne di Toto Teatro, organizzatrici della serata, che con tanta passione, tanto lavoro e tantissimo impegno ci offrono da anni la possibilità di poter avere sul nostro territorio momenti ed eventi speciali come questo.
Ci sono voluti mesi di contatti, ore di lavoro, impegno per l’allestimento. Ma quello che ci hanno regalato merita tutta l’attenzione e tutto il ringraziamento per delle persone che, volontariamente, lavorano per passione e per tutta la comunità.
Eravamo in tanti in sala polivalente: un bel segno di speranza che indica che la cultura della legalità deve proseguire in questa direzione e raggiungere sempre un maggior numero di persone.
Perché ogni giorno è un giorno buono per parlare di antimafia.

